Anca

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L’anca è un’articolazione composta dal cotile e dalla testa del femore, il primo di forma concava accoglie la seconda di forma  sferica. Entrambi i versanti sono rivestiti dalla cartilagine articolare.

L’anca può fare male per diverse cause. Sicuramente la coxartrosi rappresenta la patologia invalidante  più importante per l’anca. Ma anche le artriti (reumatoide, psoriasica), la necrosi della testa del femore, il conflitto femoro-acetabolare e l’anca a scatto possono causare dolore e limitare il movimento in modo più o meno severo.

Altre volte l’anca può far male per un disturbo della colonna lombare, dell’articolazione sacro-iliaca o del ginocchio: in questi casi risolvendo la patologia di base si risolverà il dolore riferito all’anca.

I difetti di sviluppo dell’anca, da diagnosticare nei primi giorni di vita, vanno sempre ricercati ed ev. trattati. La displasia dell’anca trova un efficace trattamento semplicemente facendo uso di un divaricatore. Invece nei primi anni di vita, l’osservazione di un bambino che deambula con piedi ruotati  all’interno deve far pensare ad una anca antiversa e, quanto prima, bisogna porre in atto tutte le opportunità terapeutiche per evitare ulteriori danni nell’età adulta.

Nel soggetto adulto può comparire dolore e limitazione in alcuni movimenti estremi dell’anca. In questi casi una radiografia può evidenziare un cotile molto avvolgente nei confronti della testa femorale, in altri casi la testa femorale perde la sua sfericità. Trattasi di una patologia chiamata conflitto femoro acetabolare (FAI) che purtroppo predispone all’instaurarsi di un’artrosi precoce dell’anca. In questi casi il trattamento artroscopico permette di ricostruire la normale anatomia dei capi articolari eliminando il conflitto.

FAI: conflitto femoro acetabolare tipo pincer: cotile avvolgente.

La coxartrosi, cioè il consumo graduale delle superfici articolari ed in particolare della cartilagine articolare, rappresenta verosimilmente la patologia più importante dell’anca. Inizialmente il dolore si manifesta dopo un esercizio fisico prolungato e faticoso ma, con l’avanzare della malattia, il dolore è presente anche a riposo. Difetti di sviluppo dell’anca portano allo sviluppo di una artrosi dell’anca ma anche una cattiva postura, lavori faticosi, l’obesità, gli esiti di fratture possono contribuire all’insorgenza della malattia. Nelle forme iniziali di coxartrosi l’acido ialuronico ed il PRP possono aiutare ad alleviare i sintomi. L’innesto di cellule adipose (Lipogems, Lipocell) rappresenta al momento la migliore procedura per ricreare un ambiente articolare favorevole alla ripresa funzionale dell’anca attraverso la rigenerazione della cartilagine articolare dell’anca.

Il tessuto adiposo addominale rappresenta la sede ideale per il prelievo di cellule mesenchimali da innestare nell’anca.

Il dolore resistente ai comuni trattamenti può trovare sollievo con la radiofrequenza che “stordisce” i nervi sensitivi dell’anca: procedura efficace soprattutto per chi non può optare per la via chirurgica. 

Nei casi di avanzata degenerazione articolare, l’impianto di una protesi di anca permette un recupero articolare completo e rapido. I moderni approcci chirurgici estremamente rispettosi dei muscoli periarticolari (accessi minivasivi) e la scelta di modelli protesici di piccole dimensioni (miniprotesi) consentono di recuperare in maniera ottimale e veloce il nostro paziente.

Parte integrante di questo percorso virtuoso è sicuramente il protocollo “Fast Track” che permette di eliminare le perdite di sangue, ridurre drasticamente il dolore post-operatorio, recuperare la piena articolarità entro le prime 6 ore e poter dimettere il paziente già dopo 3 giorni.

Trattamenti sull’anca

radiofrequenza nell’anca
iniezione endoarticolare di cellule mesenchimali o acido ialuronico o PRP
protesi d’anca per via mini-invasiva
fast track nella protesi d’anca
chirurgia di revisione delle protesi d’anca
megaprotesi anca in chirurgia ricostruttiva ed oncologica