La protesi d’anca per via mini-invasiva

'

L’articolazione dell’anca può diventare molto dolente al punto che la deambulazione e la vita di una persona ne risulteranno compromesse.

L’artrosi, gli esiti di fratture, la displasia dell’anca, disturbi vascolari (Perthes) possono compromettere il tessuto osteo-cartilagineo alterando e compromettendo i movimenti di questa articolazione.

Nelle forme moderate di coxartrosi trova indicazione l’innesto di cellule mesenchimali o cellule adipose prelevate dal tessuto adiposo dell’addome: questa tecnica permette di rigenerare la cartilagine articolare che ricopre la testa femorale, migliora la funzionalità articolare ed il dolore si riduce considerevolmente.

Nelle forme di coxartrosi dove il dolore è severo, oppure nei casi nei quali non ci si vuole operare trova indicazione la radiofrequenza dell’anca: attraverso un elettrodo si “stordisce” il nervo femorale ed otturatorio, entrambi responsabili del dolore lamentato all’inguine ed alla coscia.

Quando diventa difficile camminare ed i dolori non sono più controllabili, l’impianto della protesi d’anca rappresenta la soluzione migliore.

La tecnica mininvasiva permette di salvaguardare i tessuti molli periarticolari, ricostruire la capsula articolare, ridurre il dolore, ridurre drasticamente i tempi di recupero.

La protesi anca è costituita da tre elementi: una testina in ceramica sistemata su uno stelo metallico che rimpiazza la testa del femore danneggiato, un cotile (o coppa metallica) che sostituisce la cartilagine del bacino, un inserto in ceramica (o polietilene) che va inserito tra cotile e testina facilitando lo scorrimento fra testina e cotile.

Attraverso la protesi di anca viene ripristinata la funzionalità dell’anca.

La tecnica mini invasiva permette di estendere l’indicazione chirurgica anche ai giovani ed agli sportivi.

La convalescenza è rapida, il paziente può iniziare la fisioterapia lo stesso giorno dell’intervento e camminare già la sera dell’operazione. In questi casi il percorso “Fast Track” permette vantaggi notevoli: l’anestesia è periferica, le perdite ematiche sono pressoché nulle (pratica gradita ai Testimoni di Geova), il dolore post-operatorio quasi nullo, viene scongiurato il tanto temuto rischio di lussazione della protesi, la dimissione a casa è veloce in quanto possibile già dopo 3 giorni dall’intervento chirurgico. Non vi è necessità di dover utilizzare scomodi presidi come alzawater e deambulatori,  si potranno abbandonare le stampelle già dopo soli 15-20 giorni e riutilizzare l’automobile.

Uomo di 45 anni: artrosi severa anca sinistra.  A dx: protesi di anca a conservazione di collo impiantata con accesso antero-laterale sec. Rottinger.

Completo recupero dei movimenti già dopo 4 settimane.

               Aspetto della ferita chirurgica.                                              

Donna di 51 anni: artrosi severa anca destra. Protesi di anca a conservazione di collo.

Completo recupero dei movimenti.

MENO SI TAGLIA PIÙ SI RECUPERA VELOCEMENTE

VANTAGGI DELLA TECNICA MININVASIVA:

  • dolore lieve o assente già dopo 24 ore dall’intervento
  • nessun taglio muscolare e ridotto sanguinamento
  • cicatrice molto piccola
  • risparmio reale dell’apparato abduttorio dell’anca, no zoppia
  • veloce ripresa del lavoro e dell’attività fisica o sportiva moderata
  • notevole stabilità dell’impianto con il rischio di lussazione praticamente assente
  • conservazione delle strutture anatomiche fondamentali per una buona propriocettività e biomeccanica, quindi la sensazione di avere un’anca molto stabile anche dopo l’intervento chirurgico

SVANTAGGI:

  • soggetti particolarmente obesi