Spondilolistesi

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La spondilolistesi rappresenta lo scivolamento di una vertebra su quella sottostante. Solitamente riguarda il passaggio fra la quarta e la quinta vertebra lombare (L4-L5) o fra la quinta vertebra lombare e la prima vertebra sacrale (L5-S1). Alcuni sports più di altri possono essere la causa di questa patologia in quanto portano la schiena in iperlordosi lombare (danza, pallanuoto, ginnastica artistica, pallavolo).

La comparsa di dolore in un individuo, specie se durante l’infanzia o l’adolescenza, che esercita uno degli sports ritenuti a rischio deve sempre richiamare l’attenzione su questa patologia per un precoce trattamento.

La lombalgia rappresenta il sintomo principale di questa malattia: aumenta con i movimenti di flesso-estensione della schiena e si risolve con il riposo a letto. Nelle fasi avanzate della malattia compaiono  sintomi radicolari a causa della compressione sulle strutture nervose. La spondilolistesi si evidenzia bene nelle proiezioni radiografiche laterali: si osserverà lo scivolamento e si potrà valutare l’entità.

Il trattamento della spondilolistesi dipende dalla severità dei sintomi: si va dalle semplici rassicurazioni del paziente ad interventi chirurgici di stabilizzazione vertebrale.

Adeguati esercizi di ginnastica, se eseguiti con regolarità, possono avere un ottimo risvolto terapeutico.

Nel caso di riscontro della malattia in età di accrescimento è bene effettuare un trattamento ortopedico conservativo volto a favorire la stabilizzazione della lesione: corsetto ortopedico.

L’intervento chirurgico va riservato nelle forme evolutive specialmente nell’adulto. Attraverso l’uso di viti peduncolari e barre metalliche si raggiunge la fusione vertebrale bloccando il progredire della fusione vertebrale. Nei soggetti più giovani si potrà fare uso anche di una cageintersomatica con lo scopo di far fondere una vertebra sull’altra.

In condizioni favorevoli è possibile anche effettuare la stabilizzazione con sistemi percutanei che non richiedono l’esposizione della colonna vertebrale. Attraverso incisioni di 1 cm si introducono delle cannule di lavoro che permettono di posizionare le viti peduncolari che vengono raccordate alle barre di stabilizzazione. Con questi approcci mininvasivi il sanguinamento è nullo, la ripresa è immediata, lo stress chirurgico estremamente contenuto.

In tutti i casi il decorso post-operatorio prevede un percorso “Fast Track”: il paziente già la sera dell’intervento chirurgico verrà aiutato ad alzarsi dal letto. La dimissione è possibile dopo 3 giorni, verrà prescritto un  corsetto lombare per circa tre mesi.

Donna di anni 58 affetta da spondilolistesi L4-L5: sottoposta ad intervento di riduzione e dello scivolamento e stabilizzazione rigida.

Donna di anni 62 affetta da spondilolistesi L3-L4: sottoposta ad intervento di riduzione dello scivolamento e stabilizzazione rigida L2-L4.