Intervento di revisione nella protesi di ginocchio

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Una protesi di ginocchio può durare dai 10 ai 20 anni. Trascorso questo tempo il paziente può iniziare ad avvertire dolore severo e notevole difficoltà a camminare, strani rumori ed instabilità  del ginocchio: in questi casi è necessario ricorrere ad un intervento di revisione della protesi. Questa procedura chirurgica è finalizzata alla sostituzione di una o più componenti della protesi.

Molte sono le cause che possono portare nel tempo al fallimento di una protesi di ginocchio: la più frequente è l’usura di parti della protesi o la mobilizzazione dell’impianto.

CAUSE DI REVISIONE DI UNA PROTESI DI GINOCCHIO

L’usura dell’inserto meniscale realizzato in polietilene, la componente che separa il femore dalla tibia, di materiale plastico, può comportare una perdita di stabilità del ginocchio ed un rapido deterioramento della funzione articolare.

La mobilizzazione asettica delle componenti protesiche, altra causa frequente, consegue alla liberazione di detriti all’intercapedine fra protesi ed osso: consegue una reazione da parte dell’osso circostante che porta al riassorbimento dell’osso che supporta la protesi. Le componenti protesiche iniziano a “ballare”, piuttosto che essere “fisse” nell’osso con la comparsa di dolore invalidante.

L’infezione periprotesica, rappresenta la causa più temibile di una revisione di una protesi: le superfici protesiche rappresentano un terreno fertile per i germi che vi si annidano. Purtroppo in questi casi le sole terapie antibiotiche spesso sono insufficienti. In tali casi si è costretti a rimuovere la protesi infetta ed al reimpianto di una nuova protesi. A volte le procedure di espianto e di reimpianto sono separate da un intervallo di 2-4 mesi in cui si fa uso di uno spaziatore antibiotato, con il duplice compito di bonificare i tessuti dall’infezione e conservare lo spazio destinato ad accogliere la protesi definitiva.

La rigidità persistente dopo 8-10 settimane dall’impianto protesico spesso richiede una revisione protesica al fine di correggere un eventuale difetto di allineamento passato inosservato.

Le fratture periprotesiche ossia dell’osso circostante la protesi richiedono la sostituzione dell’impianto per permettere un ancoraggio dello stesso su un osso sano, indenne dalla frattura.

La protesi di revisione del ginocchio normalmente presenta dimensioni più grandi rispetto alla protesi di primo impianto, può avere steli lunghi e cunei utili a dare una stabilità immediata all’impianto.

Al fine di migliorare al massimo il risultato finale clinico di questo delicato intervento chirurgico sono fondamentali le abilità del chirurgo, la conoscenza meccanica della protesi, applicare il percorso “Fast Track” (riabilitazione veloce).

L’INTERVENTO E LA RIABILITAZIONE

L’intervento di riprotesizzazione viene eseguito solitamente attraverso la stessa via d’accesso impiegata nel precedente intervento, opportunamente estesa. Dopo aver rimosso la protesi si rimuovono i dedriti presenti, quindi si procede all’impianto della nuova protesi. Il decorso post-operatorio è molto variabile, i tempi di recupero sono più lunghi specialmente quando si debbano risolvere ampi difetti ossei 

La riabilitazione dopo l’intervento chirurgico di revisione protesica inizierà già entro 24 ore dall’intervento chirurgico. La fisioterapia continuerà fino a 2-3 mesi dopo l’intervento chirurgico. Il carico può essere parziale da subito o ritardato di 1-2 mesi a seconda della procedura chirurgica utilizzata.

Protesi di ginocchio lussata.

Protesi di ginocchio a sinistra malposizionata.

Protesi di revisione di femore e tibia

Protesi di revisione della tibia

Frattura periprotesica sovracondilica di femore.

Impianto di protesi di revisione.