Chirurgia Protesica

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La chirurgia protesica permette di andare a sostituire l’articolazione diventata dolente e rigida con un’articolazione artificiale che ne riproduce l’anatomia e la funzione.

Il nostro corpo presenta innumerevoli articolazioni. L’articolazione è una struttura che mantiene in reciproco rapporto due o più superfici ossee, consentendo ai rispettivi elementi scheletrici, di muoversi reciprocamente fra loro.  A seconda della configurazione anatomica, un’articolazione può consentire una maggiore o minore mobilità. Le articolazioni nel tempo possono andare incontro ad usura. I difetti congeniti di sviluppo, le fratture malconsolidate o le malattie degenerative articolari possono accelerare il naturale invecchiamento di un’articolazione. Ne consegue dolore e riduzione progressiva del movimento. Talvolta ci si trova pazienti giovani che non riescono più deambulare perchè l’articolazione dell’anca o del ginocchio si è deformata per un processo degenerativo. Altre volte, pazienti di età adulta ed ancora molto attivi non accettano la limitazione della loro spalla diventata artrosica.

Il paziente così riprende un movimento molto vicino a quello naturale e soprattutto senza dolore.

Negli ultimi decenni vi è stato un notevole sviluppo di questa chirurgia con il raggiungimento di risultati eccellenti.

L’impiego di materiali innovativi, in grado di riprodurre al meglio le strutture articolari che si vanno a sostituire, abbinato all’uso di accessi chirurgici rispettosi delle strutture muscolari ci permette di raggiungere alti livelli di soddisfazione. Le vie minivasive permettono l’impianto di una protesi rispettando al massimo le strutture anatomiche: se si evita di tagliare un muscolo sicuramente sarà più veloce il recupero del movimento perché andiamo ad eliminare i tempi necessari per la guarigione dei tessuti che andiamo a tagliare.

Anche l’affinamento dei percorsi riabilitativi gioca un ruolo considerevole del successo di questa chirurgia. Ad esempio la riuscita di una protesi di ginocchio si gioca tutta nelle prime 48 ore: il percorso “Fast-Track” permette di ridurre le perdite di sangue, lo stress chirurgico, di controllare il dolore post-operatorio, di motivare il paziente nel percorso riabilitativo.

L’anca rappresenta sicuramente l’articolazione che più facilmente di altre può andare incontro  ad usura e che spesso viene trattata con l’impianto di una protesi. Negli ultimi anni siamo passati all’uso di protesi sempre più piccole (miniprotesi), con l’obiettivo di risparmiare l’osso che si va a resecare e permettere anche un’eventuale sostituzione della protesi usurata allorquando impiantata in un soggetto particolarmente giovane. Inoltre, quando possibile si fa uso di protesi con la testa di grande dimensioni al fine di conferire la massima stabilità articolare e consentire movimenti ampi. I pazienti trattati con impianto di protesi con queste attenzioni possono riprendere anche attività sportive moderate ritornando ad una vita quanto più normale possibile.

Anche sul ginocchio le novità sono rappresentate dall’uso di disegni protesici sempre più anatomici e differenziati per l’uomo e per la donna. La chirurgia robotica può essere di grande aiuto soprattutto nel ginocchio per la corretta esecuzione dei tagli ossei e per un posizionamento preciso delle componenti.

La chirurgia protesica permette di trattare anche la spalla, il gomito, la mano, la caviglia. Per il successi in questa chirurgia è importante l’attenzione da riservare alla scelta dei materiali usati, al percorso riabilitativo che viene attuato nelle primissime fasi ed alle abilità chirurgiche.

La chirurgia protesica è un’attività che può essere programmata per tempo con indubbi vantaggi. La preparazione degli esami preoperatori in regime ambulatoriale riduce al minimo la necessità di ricovero. Altrettanto le vie mini invasive associate ad uno staff di anestesisti, infermieri e fisioterapisti dedicati consente tranquillamente di contenere i tempi di degenza, dopo un intervento chirurgico, a 3-4 giorni con indubbi vantaggi anche per la famiglia.

Attraverso la protesi viene ripristinata la funzionalità dell’articolazione che si va a sostituire.